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9. Agape: la distanza tra ciò che promettiamo e ciò che possiamo.

Immagine del redattore: Dott. Emanuele Piccoli
Dott. Emanuele Piccoli
4 mar
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 12 mar


L’Amore autentico, quello che nella tradizione cristiana viene chiamato Agape, è descritto nella Prima Lettera ai Corinzi attribuita a San Paolo: un Amore paziente e benevolo, che non invidia, non si vanta e non si gonfia d’orgoglio; un Amore che non manca di rispetto e non cerca il proprio interesse. È un Amore che gioisce della verità, che non tiene il conto del male ricevuto e che sa credere, sperare e perseverare.

Se ci fermiamo un momento a riflettere con sincerità, nasce spontanea una domanda: quanti di noi possono dire di Amare davvero in questo modo?

Eppure, nelle relazioni affettive, nelle promesse di coppia o nel legame con i figli, spesso dichiariamo proprio questo tipo di Amore. Nella vita quotidiana, in verità, ciò che riusciamo a offrire è spesso un amore condizionato:

“Ti amo… se…”.


Osservando le nostre relazioni con maggiore onestà, possiamo accorgerci che spesso pretendiamo inconsciamente dall’altro proprio ciò che noi stessi facciamo fatica a offrire.

Riconoscere questo limite rappresenta già un passaggio importante di consapevolezza. Significa accettare che molte volte riusciamo a dare solo ciò che siamo in grado di offrire in quel momento della nostra vita, non necessariamente ciò che idealmente vorremmo dare. Condannare qualcuno perché non riesce a dare di più, subito, è un po’ come pretendere che un piccolo uccello voli prima di essere pronto.

Diventa allora più chiaro come la coppia rappresenti l’incontro tra due persone che scelgono di percorrere insieme un tratto di vita, portando con sé mondi interiori differenti, fatti di storie personali, bisogni, ferite e desideri spesso non pienamente conosciuti neppure da sé stessi. Nel tempo, questi mondi emergono inevitabilmente e chiedono di essere accolti, conosciuti e riconosciuti. Solo attraverso questo processo diventa possibile avviare una trasformazione che inizia prima all’interno di sé stessi e, successivamente, nella relazione.

 

Non sempre, però, questa crescita avviene nel modo in cui l’avevamo immaginata o desiderata. A volte l’Amore insegna attraverso la “stabilità”. Altre volte attraverso il limite, la frustrazione o persino la separazione. Anche quando il cammino insieme finisce, il tempo condiviso resta un’esperienza significativa. Con figli, il legame continua come responsabilità comune.

Da questa consapevolezza nasce un passaggio fondamentale: spostare l’attenzione dalla colpa dell’altro alla responsabilità personale.

Quando iniziano le difficoltà coniugali, può essere il momento di lavorare su di sé, non solo di fuggire. L’altro diventa uno specchio che mette in luce ferite antiche, un’occasione per colmare vuoti interiori con un Amore più autentico, un Amore che, paradossalmente, più viene donato e più ci arricchisce interiormente.

Questo non significa giustificare relazioni dannose, ma leggere le crisi come segnali di lavoro interiore. Fuggire raramente risolve davvero i problemi. Più spesso significa rimandare questioni irrisolte che affondano nel passato.

 

Ma è davvero possibile arrivare ad Amare in modo autentico?

Molto prima della psicologia moderna, alcuni grandi maestri spirituali avevano già descritto cammini di consapevolezza e trasformazione della sofferenza, come Gautama Buddha e Gesù Cristo. Se mettiamo momentaneamente da parte le religioni e le interpretazioni sviluppate nel tempo, possiamo cogliere un elemento comune nei loro insegnamenti: un percorso interiore fatto di consapevolezza, responsabilità, compassione e perdono ci renderà Liberi.

È interessante notare che molti di questi aspetti trovano oggi numerose convergenze anche nella psicologia contemporanea.

Con l’aiuto di un percorso personale, di una guida o di un lavoro terapeutico, possiamo avvicinarci progressivamente a questo Amore: un Amore che va oltre l’egoismo e che contribuisce anche a preservare e rafforzare relazioni per noi importanti.

Se senti di essere ancora lontano da questo modo di Amare, il percorso è comunque in evoluzione e, forse, una parte di te si è appena risvegliata.


Emanuele Piccoli

Nel prossimo articolo parleremo di uno dei percorsi più importanti che possono aiutarci ad avvicinarci all’Agape

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